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Conto Termico 3.0 e accumuli termici

Conto Termico 3.0: come funziona, cosa cambia rispetto al 2.0 e perché gli accumuli termici possono fare la differenza

Il nuovo Conto Termico 3.0 rappresenta un passaggio fondamentale nelle politiche italiane di efficienza energetica. Con il DM 7 agosto 2025, entrato in vigore il 24 dicembre 2025, il meccanismo sostituisce il precedente Conto Termico 2.0, introducendo criteri più stringenti, una platea più ampia di beneficiari e maggiore attenzione alle tecnologie ad alta efficienza.

A differenza delle detrazioni fiscali, il conto termico è un incentivo diretto, a fondo perduto, erogato in tempi rapidi e pensato per favorire l'adozione di impianti termici più efficienti in edifici pubblici e privati. In questo articolo analizziamo le principali novità del decreto, il ruolo di tecnologie come le pompe di calore, le tempistiche del GSE e perché gli accumuli termici — incluse soluzioni innovative come le batterie termiche a cambiamento di fase — rientrano tra le spese ammissibili.

Cos'è il Conto Termico 3.0 e perché è importante

Il Conto Termico 3.0 nasce per attuare l'art. 28 del D.Lgs. 28/2011, che impone allo Stato di promuovere l'efficienza energetica e l'uso delle rinnovabili termiche negli edifici.

Gli obiettivi principali del CT 3.0 sono:

  • ridurre il fabbisogno energetico degli edifici;
  • favorire la decarbonizzazione dei consumi termici;
  • promuovere pompe di calore, solare termico e sistemi ibridi ad alta efficienza;
  • sostenere tecnologie rinnovabili e interventi impiantistici evoluti.

Una delle novità più significative riguarda l'erogazione degli incentivi: il contributo viene corrisposto in un'unica rata per tutte le spese ≤ 15.000 €, garantendo quindi liquidità immediata agli utenti privati e alle PA.

Conto Termico 3.0 vs Conto Termico 2.0: cosa cambia

Il passaggio dal conto termico 2.0 al conto termico 3.0 introduce un set di regole più chiaro e orientato alla qualità impiantistica.

Le principali novità rispetto al CT 2.0

  1. Erogazione più veloce
    • Incentivi in un'unica rata se la spesa ≤ 15.000 €.
    • Tempi istruttoria GSE: 60 giorni + eventuali 30 giorni per integrazioni.
  2. Beneficiari più numerosi
    Il CT 3.0 si applica a:
    • privati;
    • PA;
    • unioni di comuni;
    • enti in house e soggetti gestori del patrimonio pubblico.
  3. Tecnologie incentivabili più mirate
    Il nuovo conto termico incentiva principalmente:
    • pompe di calore elettriche;
    • pompe di calore ibride factory-made o bivalenti;
    • integrazioni add-on con generatori esistenti;
    • solare termico;
    • microcogenerazione da fonti rinnovabili.
  4. Caldaie a condensazione: fuori dal nuovo schema
    Mentre nel CT 2.0 erano incentivate, nel CT 3.0 non rientrano più tra gli interventi ammissibili.
  5. Requisiti tecnici più stringenti
    • Nuovi valori minimi di COP e requisiti documentali.
    • Introduzione di parametri più realistici come P_rated, SCOP e efficienza stagionale.

Chi può accedere al Conto Termico 3.0?

Le categorie di beneficiari si dividono in due grandi gruppi:

1. Privati (conto termico privati)

Possono accedere agli interventi elencati negli articoli 5 e 8 del decreto, principalmente impianti termici preesistenti e sostituzioni con pompe di calore.

2. Pubbliche Amministrazioni (conto termico PA)

Oltre agli interventi dei soggetti privati, la PA può prenotare gli incentivi in vista di interventi da realizzare in futuro.

Come si accede al Conto Termico 3.0: tempi, portali e procedure

Il meccanismo si basa sulla piattaforma ufficiale PortaleTermico GSE, dove devono registrarsi tutti i soggetti beneficiari.

Le modalità di accesso previste sono tre:

  1. Accesso diretto
    Presentazione della domanda entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
  2. Accesso semplificato
    • valido per pompe di calore ≤ 35 kW;
    • solare termico ≤ 50 m²;
    • incentivi ≤ 5.000 €.
  3. Prenotazione (solo per la PA)
    Richiede diagnosi energetica e APE ex ante, con tempi massimi di realizzazione di 24 mesi (più eventuali 6 mesi di proroga).

Conto termico tempistiche

  • Valutazione pratica GSE: 60 giorni.
  • Eventuale richiesta integrazioni: 30 giorni.
  • Rata unica entro 90 giorni se spesa ≤ 15.000 €.

Interventi principali incentivati dal Conto Termico 3.0

Il decreto distingue chiaramente gli interventi ammissibili, con particolare attenzione alle pompe di calore e ai sistemi ibridi.

1. Pompe di calore elettriche

Durata incentivo:

  • 2 anni se P ≤ 35 kW
  • 5 anni se P > 35 kW

Requisiti aggiuntivi:

  • COP minimo ≥ 3,5 (aria-aria) / 4,0 (aria-acqua)
  • Documentazione completa CE + libretto d'impianto

2. Sistemi ibridi e add-on

Sono ammesse:

  • PDC add-on su caldaie esistenti (massimo 5 anni di vita)
  • Sistemi bivalenti PDC + caldaia a condensazione o biomassa
  • Sistemi ibridi certificati factory-made

3. Solare termico

Incentivato con durate da 2 a 5 anni in base alla superficie dei collettori.

Il ruolo degli accumuli termici nel Conto Termico 3.0

Una parte fondamentale del documento riguarda l'interpretazione dell'Art. 9, che definisce le spese ammissibili.

L'articolo chiarisce che rientrano tra le spese incentivabili:

  • tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche necessarie all'impianto;
  • alcune tipologie di servizi connessi all'intervento;
  • e – punto chiave – anche gli accumuli termici funzionali alla produzione ACS.

Questo significa che gli accumuli termici (inclusi gli accumuli a cambiamento di fase come le batterie termiche i-TES) possono essere ammessi agli incentivi se installati come componenti funzionali allo stoccaggio del calore utile all'erogazione di acqua calda sanitaria, allo stesso titolo degli accumuli ad acqua convenzionali.

Non è l'innovazione in sé a essere incentivata, ma la funzione: se l'accumulo PCM svolge il ruolo di accumulo ACS in modo equivalente o migliorativo, può rientrare nella spesa ammissibile.

Perché gli accumuli termici sono strategici

  • Migliorano la disponibilità e continuità di ACS.
  • Consentono alle PDC di lavorare in condizioni ottimali.
  • Aumentano il rendimento stagionale del sistema.
  • Stabilizzano la temperatura di mandata.
  • Permettono una migliore modulazione nei carichi variabili.

In conclusione il Conto Termico 3.0 rappresenta una grande opportunità per migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, favorire la diffusione delle pompe di calore e integrare soluzioni come gli accumuli termici, fondamentali per stabilizzare e ottimizzare i sistemi ACS.

Grazie a tempi di erogazione più rapidi, criteri tecnici più chiari e l'estensione dei beneficiari, il CT 3.0 diventa uno strumento strategico per accompagnare la transizione energetica del Paese e ridurre i consumi termici in modo strutturale.

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