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Legionella e batterie termiche

Legionella e acqua calda sanitaria: perché gli accumuli tradizionali sono a rischio e come evitarlo con le batterie I-TES

Negli ultimi mesi, le autorità sanitarie hanno rilevato la presenza di legionella in alcuni impianti di acqua calda sanitaria nell'area di Milano.
Episodi come questo non sono imputabili alla rete idrica, ma alla gestione interna degli impianti: serbatoi, boiler, tratti di rete poco utilizzati e zone con acqua stagnante.

Questo fatto di cronaca è un'occasione utile per riflettere su un punto spesso ignorato: non tutti i sistemi di produzione o accumulo dell'acqua calda presentano lo stesso livello di rischio.
E in particolare, gli accumuli tradizionali sono molto più vulnerabili rispetto a soluzioni moderne come le batterie termiche i-TES, che per loro natura non permettono la proliferazione del batterio.

Perché la legionella prolifera negli impianti di acqua calda sanitaria

La legionella non nasce dall'acqua potabile, ma dalle condizioni che si creano all'interno di alcuni impianti. Il batterio prolifera in tre situazioni:

  1. Acqua stagnante o scarsamente movimentata
  2. Temperature tiepide, generalmente tra 25 °C e 45 °C
  3. Presenza di biofilm in tubazioni o serbatoi

Questi elementi non sono una fatalità: sono una conseguenza diretta di come è progettato e gestito un impianto ACS. Ed è proprio per questo che gli accumuli tradizionali risultano più critici.

Accumuli e boiler: perché sono tra i punti più a rischio

Gli impianti con boiler o serbatoi di acqua calda sanitaria devono immagazzinare grandi volumi d'acqua per poter garantire disponibilità immediata. Questo però crea automaticamente l'ambiente ideale per la proliferazione della legionella.

Ecco perché.

1. L'acqua resta ferma per molte ore

Un serbatoio da 300 o 500 litri non ruota continuamente.
Una parte dell'acqua resta lì, immobile, soprattutto nelle fasce orarie di bassa richiesta. Dove c'è acqua stagnante, c'è rischio.

2. La temperatura non è uniforme

Anche quando il boiler è impostato a 60 °C:

  • nella parte alta l'acqua può essere molto calda,
  • nella parte bassa rimane spesso più tiepida, esattamente nella fascia che favorisce lo sviluppo del batterio.

La cosiddetta stratificazione termica è uno dei problemi più difficili da gestire.

3. Le reti di ricircolo sono complesse

In condomini, hotel, palestre, strutture sanitarie, l'anello di ritorno dell'acqua calda può includere:

  • tubazioni ramificate,
  • terminali raramente utilizzati,
  • zone con scarsa portata.

Sono questi gli elementi in cui la legionella trova il suo habitat.

4. I trattamenti antilegionella non risolvono il problema alla radice

Shock termici, disinfezioni, controlli microbiologici:
i trattamenti servono, ma non eliminano l'origine del problema, che è l'esistenza stessa di un grande volume d'acqua ferma. Finché quel volume esiste, il rischio non può essere eliminato del tutto.

Perché le batterie termiche i-TES non sono soggette al rischio legionella

Qui sta la differenza fondamentale. Le batterie termiche i-TES non accumulano acqua, ma energia termica.
Al loro interno non c'è un serbatoio dove l'acqua resta in attesa di essere utilizzata. L'acqua attraversa la batteria, scambia calore con il PCM e prosegue immediatamente nel circuito.

Cosa significa in pratica

  • Non esistono volumi di acqua stagnante
    Nessuna zona interna in cui l'acqua può fermarsi e diventare tiepida.
  • Nessuna stratificazione termica
    Non c'è accumulo d'acqua, quindi non ci sono strati con temperature più basse.
  • Nessuna necessità di cicli antilegionella specifici per la batteria termica
    Perché il batterio non ha l'habitat necessario per svilupparsi.
  • Maggiore sicurezza negli impianti complessi
    Condomini, hotel, strutture sportive, centri sanitari: in tutti questi casi la riduzione dei volumi d'acqua stagnante è il fattore più importante per la prevenzione.

In altre parole:

La batteria termica i-TES non elimina la legionella: elimina la possibilità che possa proliferare al suo interno.

Ed è esattamente ciò che un progettista vuole ottenere quando pensa alla sicurezza microbiologica dell'impianto ACS.

Come progettare impianti ACS più sicuri

Indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, ci sono alcuni principi base:

  1. Ridurre al minimo i volumi di acqua stagnante
  2. Evitare serbatoi sovradimensionati
  3. Garantire temperature adeguate
  4. Limitare i tratti di rete inutilizzati
  5. Preferire sistemi che accumulano energia, non acqua

Le batterie termiche rientrano esattamente in quest'ultima categoria, offrendo un vantaggio progettuale decisivo: nessun contenitore di acqua dove la legionella può proliferare. Scopri come funziona l'accumulo termico PCM e perché consente di ottenere disponibilità immediata di acqua calda senza immagazzinare grandi volumi d'acqua in questo articolo su pompe di calore e batterie termiche.

Vuoi rendere il tuo impianto ACS più sicuro e ridurre il rischio legionella? Il nostro team può supportarti nel valutare alternative ai boiler tradizionali e integrare le batterie termiche in nuovi impianti o riqualificazioni. Contattaci per una consulenza dedicata.

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